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Sessualizzazione statale centralizzata
Subject: Sessualizzazione statale centralizzata
Send date: 2008-03-28 15:42:17
Issue #: 56
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Sessualizzazione statale centralizzata e programmazione a partire dal primo anno di vita in nidi per la prima infanzia Si vuole abolire tutte le circostanze naturali per decreto e legge o si vuole dichiararle come socialmente pericolose.(Fonte: articolo della sociologa Gabriele Kuby in “Junge Freiheit (libertà giovane)/PHI del 20.01.2008) Sulla strada per un essere umano nuovodi Gabriele Kuby Chi ha seguito la discussione inerente ai nidi per la prima infanzia degli ultimi mesi sa, che nel frattempo la ricerca cerebrale, la ricerca relazionale, la ricerca psicologica, la ricerca medica e cattive esperienze con gli esperimenti a vasta scala in paesi comunisti sostengono che il bambino cresce in modo migliore quando si trova accudito dalla madre durante i primi tre anni di vita.  Se il bambino è separato dalla madre precocemente a volte si sviluppano danni relazionali duraturi che possono avere conseguenze negative sulla salute emotiva, sul comportamento sociale e sulla capacità di resa del bambino.  Questo non ci deve sorprendere quanto il bambino piccolo deve già passare attraverso la sofferenza di due separazioni: prima dalla madre e poi dalla persona che la sostituiva, alla quale nel caso “migliore” si era, nel frattempo, legato.  Perché il governo federale si chiude davanti alle conoscenze scientifiche e favorisce con forza la statalizzazione dell'educazione?  Con l'espansione massiccia dei nidi per la prima infanzia lo stato cerca adesso di agguantare i bambini più piccoli: a un anno d'età nell'asilo nido, dopo nella scuola d'infanzia, da lì nella scuola a tempo pieno. Se si guarda il sito internet del ministero per la famiglia sotto la voce “pari opportunità (Gleichstellung)”, “Gender Mainstreaming”, “centro di competenza Gender”, si scopre sotto frasi apparentemente vuote la soluzione dell'enigma: “principio di guida e compito traversale della politica” non è per niente l'assistenza della famiglia e la lotta contro l'emergenza crescente materiale, fisica e psichica di bambini e adolescenti ma il “Gender Mainstreaming”. Si vuole annullare la differenziazione dei sessi di uomo e donna e l'eterosessualità come norme.  Si vuole rendere equivalenti modi di vivere lesbisci, omosessuali, bisessuali e transessuali come la sessualità tra uomo e donna.  Questa nuova ideologia è trasformata in realtà nella società grazie alle competenze virtuose dell'apparato politico senza che sia mai esistito un dibattito pubblico sul tema.  Anche alla gran parte dei contemporanei politicamente interessati la voce “Gender” è nemmeno conosciuta. Posto di comando è il “gruppo di lavoro interministeriale Gender Mainstreaming” (IMA GM) che sottosta al ministero federale per la famiglia. Quale sono gli obiettivi dell'educazione statale in asili nidi e nelle scuole della prima infanzia? Non esiste un'educazione “neutrale”, della quale può essere assicurata la qualità tramite la qualifica delle educatrici. Sempre si trasmettono “valori”. Ma di quali valori si tratta? Nel “ gruppo di lavoro interministeriale Gender-Mainstreaming”  (IMA  GM) si elaborano strategie come creare l'essere umano sessualmente variabile attraverso “valutazione delle conseguenze legali” e “implementazione nel lavoro del governo federale” tramite “Gender budgeting”, cioè deviazione delle finanze statali. Collaborazione “scientifica” e consulenza per il rinnovo della società presta il “centro di competenza Gender” all'università di Humboldt, che viene finanziato con mezzi terziari dal ministero per la famiglia.   Con la statalizzazione dell'educazione adesso anche dei bambini più piccoli il cosiddetto ministro (donna) per la famiglia di un partito cosiddetto cristiano-democratico realizza l'agenda femministica, la quale era stata formulata dalla comunista Simone de Beauvoir a metà del secolo scorso nel seguente modo: “ Se oggi una donna riesce solo a fatica di unire la professione, che la tiene lontana da casa per ore e che le toglie tutte le forze, con gli interessi dei suoi figli, la causa si trova nel fatto che nessuno si è occupato di assicurare la cura, la custodia e l'educazione dei figli fuori dalla propria casa. Questo è una mancanza sociale. É una conclusione errata di giustificare questa mancanza con la tesi che sia scritto nel cielo o che sia una legge basale della terra, che madre e figlio si appartengono in modo esclusivo. Questo appartenersi reciprocamente forma in realtà solo una repressione doppia, fatale.”  La ministro di Gender Ursula von der Leyen giustifica l'espansione a copertura totale dei asili nido con l'argomento che   l'accudimento “professionale” dei bambini più piccoli fosse meglio della crescita sotto la tutela naturale della madre. Certamente esistono madri e padri incapaci di adempiere al loro compito in modo responsabile. La loro percentuale viene stimata di 5 %. Si vuole però creare posti in asili nido per 60 % dei bambini (che sia solo un terzo è già stato dimostrato come non veritiero da molti fonti differenti). La “professionalità” dell’attendenti viene tacitamente sottinteso come garanzia per una “buona” educazione dei bambini.  Ma quale sono gli scopi dell'educazione statale in asili nido e scuole d'infanzia? Non esiste nessuna educazione “neutrale” della quale sia garantita la qualità attraverso la qualifica delle educatrici. Sempre si trasmettono “valori”. Ma di quali valori si tratta?  Sul sito internet del ministero per la famiglia si legge: “Il miglioramento della compatibilità di famiglia e lavoro per donne e uomini, è oggi il centrale intento della politica delle pari opportunità. Senza una rimozione delle responsabilità specificatamente legate al sesso all’interno della famiglia e nel lavoro e senza mettere a disposizione le condizioni di base necessarie le pari opportunità non sono realizzabili.”  Ancora: “Gender” da il nome ai ruoli sessuali determinati da condizionamento sociale e culturale di donne e uomini. Questi, diversamente dalla sessualità biologica, vengono appresi e con ciò variabili. Mainstreaming significa che un determinato presupposto di contenuto, che ha condizionato fino ad ora il comportamento, viene posto come parte importante in tutte le azioni.” Si tratta di “social engineering” (= ingenieristica sociale), della creazione dell'essere umano nuovo, sessualmente variabile.  Per ottenere ciò lo stato deve appropriarsi dei bambini e sessualizzarli il prima possibile. A questo provvede la centrale federale per l'istruzione sulla salute (BZgA).  Il reparto per l'istruzione sessuale sottosta al ministero per la famiglia mentre tutto il resto al ministero per la salute. La BZgA distribuisce i suoi opuscoli gratuitamente a genitori, insegnanti, educatori, a scuole ed alunni. Tutti possono ordinargli o consultargli gratuitamente attraverso il sito internet. Alcuni esempi: l'opuscolo “Consigliere per genitori per l'istruzione sessuale infantile dal primo al terzo anno di vita” invita madri e padri di “combinare il “necessario con il piacevole, solleticando, accarezzando e baciando il bambino nelle parti più diverse mentre viene pulito”.  “è  segno di uno sviluppo sano del Suo bambino quando sfrutta abbondantemente la possibilità di procurarsi da solo libidine e soddisfazione.” (pagina 25). Se le bambine (da 1 a 3 anni!) “tendono di più ad utilizzare degli oggetti” non dovrebbe essere “usato come scusante per impedire la masturbazione (pagina 25).”Il consigliere (l'opuscolo) sarebbe “lieto, se padri, nonne, zii o babysitter dessi un occhiata all'informazione per farsi stimolare – siete pregati di sentirvi invitati tutti!” (pagina 13)(Le indicazioni della pagine si riferiscono all'opuscolo “Ratgeber fuer Eltern zur kindlichen Sexualerziehung vom 1. bis zum 3. Lebensjahr” = consigliere per genitori per l'educazione sessuale infantile nella fascia d'età da uno a tre anni.) I 60% di cristiani secondo certificato di battesimo sono d'accordo con la sessualizzazione obbligata attraverso lo stato e i media? Lo sono i musulmani? Certamente no, ma un grande silenzio copre il paese, segno di uno stato pre totalitario della società.  Avanti nella scuola d'infanzia: con il libretto di canzoni e note “Naso, pancia e culetto” i bambini cantano canzoni come: “quando guardo il mio corpo e lo tocco, scopro sempre qualcosa che mi appartiene....abbiamo una vagina perché siamo delle bambine. Si trova qui sotto la pancia, in mezzo alle gambe. Non serve solo per fare la pipi,e quando la tocco, mi fa un bel solletico. Puoi dire di “no”, puoi dire di “si”, puoi dire “alt” o “fallo ancora”, “questo non mi piace”, “questo mi piace molto”, “oh, continua cosi”.” Dalla scuola d'infanzia alla scuola. Se la pornografia non fa ancora parte del intrattenimento famigliare a casa, i bambini si mostrano tali videoclip sui cellulari. All'età di 9 anni iniziano le lezioni di prevenzione, chiamate sessuologia, perché adesso arrivano all'età che i giochi infantili carini possono avere una conseguenza molto indesiderata: la gravidanza. Bambini di nove anni si esercitano a scuola a mettere preservativi sopra peni di plastica, per qualificarsi in quel modo per la “patente del preservativo”. Nell'opuscolo “cose da ragazze” si legge: “Come la gran parte delle persone è curiosa  sul tema sesso, molti si chiedono anche, cosa fanno le donne lesbiche a letto (o altrove...). Nel caso di ragazze che stanno con delle ragazze non è diverso come con altre coppie: loro fanno tutto quello che hanno voglia di fare. Possono essere baci  o carezze, con la bocca, con la lingua o con le dita. Come nel sesso fra uomo e donna dipende dalla fantasia, dal esperienza e della fiducia reciproca, fino a dove vogliano arrivare entrambe. “Almeno le lesbiche non hanno problemi col Aids” possono pensare alcuni. “Chiaro,  non devono pensare a prevenire una gravidanza quando stanno con delle donne”.  Dall'età di dieci anno iniziano nelle scuole delle iniziative di pubblicità e istruzione per l'omosessualità (più esattamente: lesbiche, omosessuali, bisessuali e transessuali),  non ancora dappertutto in modo cosi esplicito come a Berlino, Amburgo e Monaco, ma con una forte tendenza. Un opuscolo di 198 pagine “Indicazioni per le scuole superiori” del senato di Berlino sul tema “Modi di vivere di lesbiche e omosessuali” offre un istruzione per l'uso dettagliata  per l'omosessualizzazione degli alunni, da adoperare in “biologia, tedesco, inglese, etica, storia/sociologia, latino, psicologia, materiale informatico, collegamento con lo scenario locale omosessuale, invito di “rappresentanti” di progetti di lesbiche e omosessuali, manifestazioni cinematografiche e giornate di studio sul tema devono essere offerte e realizzate.  Esistono i seguenti suggerimenti per giochi di ruoli nelle lezioni:“Sei seduto in un bar per omosessuali e oggi potresti aver voglia di un bell'uomo  nel tuo letto. Uno nuovo entra nel locale che trovi abbastanza fico. Come coglie l'occasione? Tu sei Peter, 29 anni. Vuoi cominciare una relazione per la vita registrata con il tuo amico Kemal. Oggi lo volete raccontare a sua madre.Tu sei Evelyn Meier, 19 anni. Vuoi cominciare una relazione per la vita registrata con la tua amica Katrin. Oggi andate dalla pastora protestante, la signora Schulz, perché volete sposarvi in chiesa.” Questi sono solo assaggi. Tutti gli scritti della BZgA per tutte le fasce d'età propagano la sessualizzazione di bambini ed adolescenti a partire da un  (!) anno d'età. Minano l'autorità dei genitori. Seducono bambini ed adolescenti ad una sessualità ridotta alla soddisfazione della libidine senza legame matrimoniale. In modo ininterrotto si suppone il pari valore di ogni forma di pratica sessuale, omosessuale, lesbica, bisessuale, transessuale, con l'eterosessualità. Bambini ed adolescenti da 9 anni in poi vengono formati a scuola come esperti nella prevenzione. L'aborto viene proposto come opzione innocua per una decisione libera.  Questo è la “politica per la famiglia”  di uno stato che è minacciato dalla crisi demografica nella sua esistenza. In quanto il Gender Mainstreaming è l'agenda globale e nazionale di massima priorità il problema del crollo delle famiglie, dell'assassinio in massa di bambini non ancora nati e il rateo di nascite in calo non può essere risolto.Il degrado morale del popolo promosso dallo stato e dei media è la radice del male.  I 60% di cristiani secondo certificato di battesimo sono d'accordo con la sessualizzazione obbligata attraverso lo stato e i media? Lo sono i musulmani?  Lo è la maggioranza di genitori senza legami religiosi? Certamente no, ma un grande silenzio copre il paese, segno di uno stato pre totalitario della società. Nel ambito della politica, dei media e delle università  resistenza a Gender equivale a diffamazione, perdita di influenza, emarginazione professionale. Una nuova parola ingiuriosa diventa un fatto giuridico per incriminare la resistenza: l'omofobia. L'espressione presuppone che tutti coloro siano posseduti di paura maniacale, loro che rimangono dell'idea che la sessualità serva al bene della persona e della società quando è espressione di un'unione d'amore tra uomo e donna, aperta per la procreazione. Il parlamento europeo ha annunciato con il suo decreto B6-0025/2006 del 18 gennaio 2006 che vuole “sradicare” l'omofobia. In Polonia la EU è passata all'azione. In quanto la Polonia non vuole “propaganda omosessuale nelle scuole”, deve, secondo la volontà della grande maggioranza del parlamento EU (26 aprile 2007), essere eseguita una “fact finding mission” (missione che trova i fatti) a causa di una “tendenza crescente all'intolleranza razzista, ostile verso gli stranieri e omofobica”, per poter accusare il paese davanti alla corte di giustizia europea.  É tempo per svegliarsi. Per troppo tempo ci siamo cascati nelle frasi di libertà, tolleranza e anti discriminazione. Servono in prima linea alla discriminazione e all'emarginazione di cristiani e  conservativi e all'abolizione della libertà d'opinione e di religione. Svegliamoci! Alziamoci in modo tale che “Il bel mondo nuovo” che Aldous Huxley aveva previsto nei anni del 1930, non diventi realtà. I suoi abitanti, dei quali nessuno “doveva attendere a lungo per ottenere appena si accorgeva di desiderare”, guardano con orrore ai tempi quando esisteva ancora la“madre vivipara”, che allattava i propri figli, “come una gatta i suoi cuccioli, ma una gatta con la capacità di parola, una gatta che poteva dire senza sosta: “piccolo mio, tesoro mio”.
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